Marshall Bluesbreaker
Il pedale Marshall Bluesbreaker è uno dei pedali overdrive più influenti mai creati. Uscito all'inizio degli anni '90, è stato progettato per ricreare il breakup morbido di un amplificatore Marshall Bluesbreaker spinto nella saturazione valvolare naturale. A differenza di pedali distorsori più aggressivi, il Bluesbreaker punta su trasparenza, risposta dinamica e un caldo overdrive vintage. Queste caratteristiche lo hanno reso uno dei preferiti dei chitarristi blues che vogliono che amplificatore e chitarra restino il cuore del suono.
Il costruttore e la storia del modello
Il pedale Bluesbreaker è stato sviluppato da Marshall Amplification e lanciato nel 1991 come parte della prima generazione di pedali compatti dell'azienda, la serie Marshall Drive. Questi pedali dovevano catturare in formato pedale i classici suoni degli amplificatori Marshall.
Il Bluesbreaker in particolare mirava a emulare il suono del celebre combo Marshall Model 1962 che Eric Clapton usò nel leggendario album Blues Breakers con John Mayall nel 1966. La produzione del pedale originale è durata solo pochi anni all'inizio degli anni '90. Per la breve produzione e il carattere unico del suo circuito, il pedale è poi diventato ricercatissimo.
Nel mondo dei pedali boutique è diventato col tempo uno dei circuiti più copiati di sempre. Molti overdrive boutique moderni si ispirano direttamente a questo progetto. Anche se Marshall ha poi pubblicato delle reissue, molti chitarristi considerano ancora la versione originale la più autentica.
Perché questo pedale conta nel blues
Il circuito Bluesbreaker è importante perché rappresenta una diversa filosofia di overdrive. Invece di imporre una forte colorazione timbrica come un Tube Screamer, il Bluesbreaker si comporta quasi come un piccolo ampli valvolare spinto appena oltre il suo headroom pulito. Il risultato è un breakup sottile che preserva il suono naturale di chitarra e amplificatore.
Per i chitarristi blues questo è preziosissimo. Permette un modo di suonare espressivo in cui l'attacco della pennata, la dinamica delle dita e la manopola del volume della chitarra controllano la quantità di drive. Il pedale esalta la sensazione dell'amplificatore invece di sostituirla. Questo approccio si adatta perfettamente al blues tradizionale, dove sono il tocco e il fraseggio del chitarrista a definire il suono.
Cosa ne hanno fatto i grandi chitarristi blues
I suoni del primo Eric Clapton dell'epoca Blues Breakers venivano dall'amplificatore Marshall che ha ispirato il pedale. Quel breakup corposo ma definito è diventato il modello del suono del pedale. In seguito chitarristi come John Mayer, Joe Bonamassa e tanti bluesman moderni si sono affidati a overdrive in stile Bluesbreaker per aggiungere una leggera saturazione senza perdere definizione.
Molti costruttori boutique come Analog Man e JHS hanno costruito intere linee di pedali basate su questo circuito, a dimostrazione di quanto il progetto originale sia diventato importante nell'ecosistema della chitarra blues.
Profilo sonoro
Il pedale Bluesbreaker ha un carattere timbrico molto distintivo.
Con una Stratocaster il pedale produce suoni blues cristallini con un breakup delicato, ideali per il Texas blues. Con gli humbucker diventa più corposo e caldo, con un sustain cantante senza impastare. In un Deluxe Reverb o in un Bassman aggiunge un breakup dal sapore britannico mantenendo intatta la brillantezza Fender.
Cosa lo rende speciale
Diversi elementi di progetto rendono unico il circuito Bluesbreaker. La struttura del clipping produce una distorsione più morbida rispetto ai tipici circuiti con clipping a diodi, creando una risposta molto simile a un amplificatore. Il circuito conserva anche un'ampia gamma di frequenze, ed è per questo che il pedale suona trasparente rispetto a molti overdrive centrati sui medi.
Un altro aspetto importante è l'interazione estremamente dinamica con la manopola del volume della chitarra. Abbassando il volume della chitarra il segnale si ripulisce in modo graduale, proprio come in un ampli valvolare. Per queste caratteristiche il pedale si comporta meno come un effetto tradizionale e più come un'estensione dell'amplificatore.
Lo stile di Gerbman è fortemente influenzato da un fraseggio blues espressivo in cui contano dinamica e sensibilità al tocco. Un pedale in stile Bluesbreaker si inserisce perfettamente in questo contesto.
Posizionato all'inizio della sezione overdrive della pedaliera, fornisce una base di leggero breakup. In cascata con altri pedali come un Tube Screamer o un drive in stile Klon, crea una saturazione più ricca di armonici senza compressione eccessiva. Con amplificatori in stile Fender e Stratocaster, il circuito Bluesbreaker aiuta a creare caldi suoni blues vintage che restano definiti durante gli assoli.
Funziona benissimo anche in combinazione con gli altri drive della pedaliera, permettendo un gain staging sottile invece di affidarsi a un unico pedale ad alto gain.
Rarità e disponibilità
I pedali Bluesbreaker originali dei primi anni '90 sono oggi considerati da collezione. Il pedale originale è fuori produzione e gli esemplari usati compaiono regolarmente sul mercato vintage, ma non sono molto comuni. L'interesse dei collezionisti è alto perché il circuito è diventato la base di molti pedali boutique.
Varianti e alternative
La famiglia Bluesbreaker comprende diverse versioni e ha ispirato generazioni di costruttori boutique.
- Marshall Bluesbreaker originale dei primi anni '90 — la versione più autentica del circuito
- Modelli Marshall Bluesbreaker reissue — versioni moderne più accessibili
- Marshall Bluesbreaker II — aggiunge una modalità boost al circuito originale
- Analog Man King of Tone — considerato da molti l'affinamento definitivo del concetto Bluesbreaker
- JHS Morning Glory — apprezzata interpretazione boutique con maggiore versatilità
- Wampler Pantheon — interpretazione moderna con una gamma timbrica più ampia